MIAO SI GIRA

Qui trovate il trailer della nostra mostra dedicata ai Gatti nel cinema.

MUSEO FERMO IMMAGINE

Venite a scoprire la nostra mitica raccolta di manifesti e locandine.

URBANPET

Per saperne tutto su gatti(e cani) in città.

VAMPIRI ZOMBI E LUPI MANNARI

Godetevi il video di questa spettacolare mostra.

Visualizzazione post con etichetta Giuliano Gemma. Mostra tutti i post
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giovedì 3 ottobre 2013

Attivano i Titani!!!


DUCCIO TESSARI, autore di classici del cinema action all'italiana come Tony Arzenta, Una pistola per Ringo, Kiss kiss... Bang Bang, Tex e il signore degli abissi, e Giuliano Gemma, il grande attore recentemente scomparso che con Tessari ha mosso i primi passi nel film Arrivano i titani e con il quale ha costruito un sodalizio artistico durato tutta la vita, sono al centro della serata che si terrà  venerdì 11 ottobre presso Fermo Immagine.


La serata, organizzata da Bloodbuster in occasione dell'anniversario della nascita di Tessari,  sarà l'occasione per  presentare KISS KISS... BANG BANG – Il cinema di Duccio Tessari.
Il libro, firmato da Fabio Melelli, è il quarto titolo de I Ratti (Bloodbuster Edizioni) collana dedicata alla riscoperta di generi e protagonisti del cinema di genere italiano e non. Inevitabilmente, sarà anche l'occasione per ricordare GIULIANO GEMMA, il grande attore recentemente scomparso che con Tessari ha mosso i primi passi nel film Arrivano i titani e con il quale ha costruito un sodalizio artistico durato tutta la vita.

IL PROGRAMMA
20,30: presentazione del libro KISS KISS... BANG BANG – Il cinema di Duccio Tessari, con la presenza dell'autore FABIO MELELLI e del critico DAVIDE PULICI di Nocturno Cinema.


21,30: proiezione del film VIVI O PREFERIBILMENTE MORTI (Duccio Tessari, 1969) con Giuliano Gemma, Nino Benvenuti, Sydne Rome

INGRESSO LIBERO


COSA SONO I RATTI ?


Per questa  nuova collana editoriale Daniele Magni e Manuel Cavenaghi abbandonano la forma “dizionario” e si fanno da parte come autori: i libri della collana saranno infatti firmati da scrittori e giornalisti affermati che hanno deciso di dare credito al  marchio Bloodbuster, scrivendo delle guide introduttive a generi e protagonisti del cinema sbrigativamente liquidato come “di genere”, “basso”, “commerciale”, “popolare”. Quello, insomma, che noi abbiamo identificato nel motto “tutto il cinema dalla B alla Z”, che da sempre accompagna le malefatte dei due autori/editori.
I Ratti di Bloodbuster saranno volumetti essenziali, agili e dal costo in linea con la crisi economica che ci attanaglia.


Dopo la prima cucciolata, che vantava genitori blasonati come Antonio Tentori & Antonio Bruschini (Nudi e crudeli - I mondo movies italiani) e Stefano Di Marino & Corrado Artale  (Tutte dentro! - Il cinema della segregazione femminile), la collana roditrice propone oggi i figlioletti di due firme altrettanto prestigiose della critica cinematografica: Claudio Bartolini e Fabio Melelli.
Claudio è una delle penne più apprezzate del settimanale Film TV, nonché autore di importanti volumi sul cinema di genere e non (Gotico Padano – Dialogo con Pupi Avati; Nero Avati – Visioni dal set; Thriller italiano in 100 film; Videocronenberg); Fabio ha pubblicato svariati libri di sicuro interesse per i nostri lettori (Eroi a Cinecittà – Stuntmen e maestri d’armi del cinema italiano; La nostra africa – Sguardi del cinema italiano sull’Africa; Le straniere del nostro cinema...).
Questa volta nel mirino dei nostri campioni di razza sono finiti due registi italiani, due di quegli “artigiani del cinema popolare” che, benché abituati a passare senza troppi problemi da un genere all’altro, hanno forse - più di altri - qualche diritto ad essere considerati “autori”, per la riconoscibile cifra stilistica che permea la loro opera e per l’assoluto controllo che ne avevano. Si tratta di Armando Crispino e Duccio Tessari, nomi ben conosciuti dai fan del cinema di genere, la cui filmografia viene ripercorsa con sguardo attento, anche grazie alle testimonianze di collaboratori, amici e famigliari che del mondo intellettuale e dell’aspetto umano dei due registi danno una visione spesso inedita. In particolare il libro di Bartolini è frutto della stretta collaborazione con Francesco Crispino, figlio di Armando, che ha messo a disposizione una valanga di materiale mai visto ed esclusivo.

I “Ratti” scodinzolano vivaci.

Adottateli e portateveli a casa, vi sapranno dare soddisfazioni...



Il Mitico Far West. Tra storia, leggenda e cinema


Il West come ci è stato raccontato da Hollywood è per lo più una invenzione. Un’epopea trasferita sullo schermo direttamente dalle pubblicazioni popolari di fine Ottocento, nelle quali i fuorilegge diventavano eroi, le giacche blu operavano con giustizia, i cow boys erano audaci e leali, gli indiani invariabilmente mostri assetati di sangue.
Le cose non andarono in questo modo. Anzi, al contrario gli sceriffi erano spesso banditi assoldati per contenere la violenza usando le colt, la cavalleria era comandata da macellai, i mandriani era sporchi e violenti, gli indiani sovente vittime. Ma neppure gli indiani, nella realtà storica, potevano essere paragonati ai "buoni selvaggi" di Rousseau. Erano uomini abituati alla brutalità della natura e della vita nomade. Spesso solo predoni come la maggior parte degli Apache.
Solo con la stagione, ben definita da Tullio Kezich, del "western maggiorenne", Hollywood rimise a posto le lancette della storia. E allora finalmente le città risultarono melmose e puzzolenti, i duelli, brutali sparatorie a distanza ravvicinata, con le pistole (imprecise) che sparavano proiettili calibro 44/40 e finalmente provocavano ferite grandi come crateri.

Per sapere chi furono davvero Bufalo Bill, Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Wyatt Earp, Calamity Jeane e il Generale Custer? Furono davvero gli eroi raccontati dal cinema? abbiamo inviato Andrea Bosco, appassionato di West in tutte le sue declinazioni che con  Domenico Rizzi ha firmato il completissimo saggio I Cavalieri del West (Le Mani Editore), che svela tutti, ma proprio tutti, i segreti del Mitico West tra storia, cronaca, leggenda e invenzione cinematografica.



L'incontro, che si terrà sabato 5 ottobre a partire dalle16,30, è accompagnato da una mostra dimanifesti dedicati al western... ma non solo: per ricordare Giuliano gemma, la mostra, intitolata "Ciao Ringo", proporrà una ricca selezione dei più bei film di questo attore che ha legato il suo nome ad alcune pellicole western più  famose


IL LIBRO
Andrea Bosco, che si è occupato della parte cinematografica, e Domenico Rizzi, che ha indagato quella storica, con "I Cavalieri del West"ci consegnano l'affresco di tredici personaggi storici, da Cavallo Pazzo a Geronimo, da Buffalo Bill a George Armstrong Custer, da Billy the Kid a Jesse James a Wyatt Earp che hanno determinato il Mito del West. E' un saggio senza "sconti": la Storia contrapposta alla Leggenda confezionata da Hollywood. Un omaggio proprio a Tullio Kezich che prima dell'autunno del genere western aveva redatto note basilari, in un suo saggio, utili per un successivo libro (al quale Andrea Bosco avrebbe dovuto collaborare) che non vide mai la luce.
Kezich indagò per primo quanto gli americani si rifiutavano di indagare. Per primo pienamente comprese la complessità del genere, sulla via condivisa con Bazin e Riepeyrout.




L'AUTORE
Andrea Bosco, veneziano trapiantato a Milano dal 1973. Laurea in Storia del Risorgimento all'Università di Padova. Inizia come collaboratore del Gazzettino. Successivamente come corrispondente dal Veneto (calcio e basket ) per il Guerin Sportivo diretto allora da Gianni Brera. Poi come redattore alla Gazzetta dello Sport diretta da Gualtiero Zanetti e in seguito al Corriere d'Informazione con Gino Palumbo.
Nel 1977 passa ai Periodici Rizzoli: periodo culminato con la cura della "Storia della Repubblica" a fascicoli scritta da Giorgio Bocca. Alla fine dell'84 approda al Giornale diretto da Indro Montanelli. Nel 1990 entra alla Rai di Milano. Vi rimane vent'anni lavorando per il Tg regionale (negli ultimi sei anni come Caporedattore del settore cultura) e per il Tg2. Per 15 anni ha condotto l'edizione serale del Tg della Lombardia. Ha inventato la rubrica di novità letterarie "Prova d'Autore (andata in onda per vent'anni). Ha realizzato decine di dossier per il Tg2 e per il settimanale Europa, fatto centinaia di "dirette": le più importanti per la "prima" della Scala e per sette edizioni al Festival di Sanremo. Dal 2010 è in pensione. Oggi collabora con il Corriere della Sera come opinionista sulla prima pagina di Milano. Ha una rubrica "L'imboscata" su Tuttosport. Ogni anno tiene un corso di specializzazione sul linguaggio della comunicazione all'Università Cattolica di Milano. Per il gruppo Telemilano ha inventato la rubrica letteraria "La banda del book". Ha scritto: "Quei due: Brera e Rivera", "Carosio: una voce in campo", "Fiori di Henry", "Indiani", "I castelli della Lombardia", "Benvenuti a Milano". Ha ideato a curato le mostre "Kit Carson e dintorni "dedicata a Rino Albertarelli e "Buena Vista" (con Elena Scantamburlo) sulla grafica cubana. Per alcuni anni ha animato il Festival "A qualcuno piace giallo" di Brescia. Ha scritto e rappresentato la scrittura scenica "Scoprendo Salinger".

mercoledì 2 ottobre 2013

Ciao Ringo


Ci lascia Giuliano  Gemma a 75 anni, in un incidente automobilistico. Gli eroi, però, non muoiono davvero mai. Action omaggia così un alfiere del cinema d’azione italiano, quello che non si fa più perché non si ha il coraggio di staccarsi dalle fiction melense, dai format che ci vengono imposti e dei quali il gradimento del pubblico è solo quello che ci viene detto che sia. Io, voi penso, amiamo ancora i vecchi eroi, come Ringo ma anche come lo scanzonato protagonista di Safari express e Africa Express, del prefetto di  ferro , di tantissimi film d’intrattenimento che amavamo da piccoli e siamo cresciuti sperando di vedere ancora e ancora. Anche se Tex forse non era il suo ruolo migliore Giuliano ha impersonato un mito della narrativa italiana e gliene siamo grati. Per questo e altri ruoli. Per la capacità di recitare e di muoversi da vero eroe d’azione, con quel uso viso da bello che era simpatico anche agli uomini. Ci mancherai Ringo!

Stefano Di Marino




L’arrivo della triste notizia della scomparsa di Giuliano Gemma impone al Museo la scelta di dedicare a questo grande attore, protagonista assoluto del "western all’italiana" una piccola ma suggestiva mostra di manifesti "Ciao Ringo!" che ne ripercorre la carriera, dai successi western nei panni di Ringo a "Tex e il signore degli Abissi", dalla comparsata in "Ben Hur" a "Anche gli angeli mangiano fagioli", dal ciclo storico di "Angelica" a "Il deserto dei Tartari", "Ciao Nemico" e tanti altri.  

La mostra "Ciao Ringo!" resterà allestita nella sala Hollywood del Museo fino al 30 ottobre.



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